Mary Tyler Moorehawk – Dave Baker

Per Comic Book Herald Mary Tyler Moorehawk di Dave Baker è stato il miglior fumetto del 2024 e mi ci sono avvicinato con molta curiosità, anche visto il fatto che da molti viene accostato a Infinite Jest e Casa di Foglie (che secondo me sono due cose molto diverse tra loro, condividono solo una forma non convenzionale).

Da dove viene questo accostamento lo si capisce subito dall’introduzione che ne svela la natura meta: l’autore, Dave Baker, dice che il fumetto che andrà a mostrare gli è stato fatto arrivare dal futuro e che la sua pubblicazione è di fondamentale importanza. Alternate alle pagine di questo fumetto c’è poi una parte mockumentary composta dagli estratti di una rivista di un non troppo lontano futuro distopico chiamata Physicalist Today in cui un giornalista, anch’esso chiamato Dave Baker, è alla ricerca dell’autore scomparso di una serie animata omonima della serie a fumetti a cui si alterna. E indovinate un po’? Si chiama Dave Baker anche lui.

Quello che ne esce è una riflessione un po’ pazza sul diritto d’autore, l’importanza dell’arte come mezzo di espressione, la libertà di parola e di stampa, gli effetti di consumismo e capitalismo sui prodotti culturali, il rapporto tra artista e il fandom… un po’ tutto quello che verte intorno al mondo dell’editoria e del fumetto in generale.

Purtroppo, però, questi nobili intenti, sia nel messaggio che nella struttura complessa, non sono accompagnati da una realizzazione sempre all’altezza, che è spesso immotivatamente verbosa e prolissa risultando pesante anche in quelli che dovrebbero essere i suoi momenti più leggeri e divertenti. Soprattutto il fumetto non è poi di straordinaria bellezza nè di piacevole intrattenimento; pur essendo stilisticamente figo (rosa come unico colore, disegni lo-fi, un design di personaggi e luoghi) e sprizzando creatività da tutti i pori, risulta ripetitivo e confusionario dopo poco.

Se è anche vero che il suo ruolo, poi, è quello di fungere semplicemente da opera nell’opera acquistando un altro valore in retrospettiva arrivati all’ultima pagina, è altrettanto vero che io me ne devo leggere quasi 150 pagine, quindi vorrei che fosse una cosa dignitosa e piacevole anche di per sé.

Di tutt’altra pasta la parte di mockumentary della rivista, molto più interessante e sempre sul pezzo.

Mary Tyler Moorehawk è comunque in generale un’opera più che sufficiente che ha dalla sua una struttura non convenzionale, una frizzantissima creatività di fondo, un’art direction pazzesca e un messaggio molto bello. Poteva essere realizzato meglio e alla lunga potrebbe annoiare, però merita sicuramente un tentivavo e sa almeno ricompensare sufficientemente chi decide di arrivare in fondo.


Editore dell’edizione inglese: Top Shelf Productions
Pagine: 276
ISBN: 9781603095365

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