China Miéville – La città e la città

La città e la cittàLa città e la città è un romanzo di fantascienza di China Miéville, famoso ai più per essere, insieme a Jeff VanderMeer, uno dei principali autori della corrente definita New Weird.

A differenza delle città divise che siamo abituati a vedere nel nostro mondo, Berlino è sicuramente il primo esempio che viene in mente, Besźel e Ul Qoma non sono separate da un confine netto ma si intersecano continuamente, si sovrappongono l’una all’altra. Ci sono zone che appartengono totalmente a una delle due, ma ce ne sono altrettante che sono invece condivise. I besź e gli ulqomani vengono addestrati fin dalla nascita a disvedere gli abitanti e gli edifici dell’altra parte, a non fare caso ai loro rumori, ai loro odori, alle loro parole e anche ai loro veicoli. Quando si cade nella tentazione di guardare dall’altra parte si commette una violazione e a quel punto un’onnisciente forza oscura e segreta, una specie di servizio segreto metafisico chiamato proprio la Violazione, interviene per punire severamente i colpevoli colti in fallo. Non si sa dove vengono portati, non si sa cosa li aspetta. Si sa solo che la Violazione non può essere fermata né ostacolata.

In questa particolare ambientazione si svolge l’indagine del protagonista e voce narrante del romanzo, Tyador Borlú, un poliziotto di Besźel chiamato a investigare su un omicidio di cui non si riconosce la vittima, cosa ulteriormente complicata quando riceve una misteriosa telefonata che lo avverte che il corpo appartiene a una donna proveniente da Ul Qoma.
Nonostante la richiesta che viene fatta da Borlù al consiglio, la Violazione non viene invocata e toccherà a lui continuare l’indagine e raggiungere in gran segreto l’altra parte per scoprire chi si nasconde dietro a questo mistero.
Il prosieguo dell’indagine lo porterà sulle tracce di Orciny, una terza città dietro alle altre due finora presente solo nelle storie e nelle leggende raccontate ai bambini, e sul culto che ha generato, pochi devoti disposti apparentemente a tutto per trovarla.

In questo insolito mix di noir e fantascienza che è La città e la città, è soprattutto la componente fantascientifica a giocare la parte del leone ed è questa a rendere il romanzo molto interessante. Il giallo non è comunque male, è una buonissima avventura cupa con i suoi momenti e i suoi colpi di scena che pecca solo un po’ nella risoluzione finale, ma è più che altro il pretesto per raccontare di questo luogo immaginario spaccato in due ma comunque unito allo stesso tempo. Il vero protagonista, infatti, più che l’ispettore Borlù sembrano essere proprio la città e la città, Besźel e Ul Qoma e quello che insieme rappresentano.

Come, secondo me, deve fare la migliore fantascienza quando vuole essere riflessiva, qui non ci si concentra troppo su perché queste due città siano divise e come questa divisione sia avvenuta. Erano due luoghi diversi che si sono fusi? Un posto unico che ha subito una frattura? Chi lo sa. Quello che interessa a Miéville e che interessa al lettore sono le implicazioni di questa particolare situazione.
A Besźel e Ul Qoma si addestrano le persone a ignorare gli altri, si abitua la popolazione all’idea che si può vivere in uno spazio abitandone però solo metà, ignorando di fatto tutto ciò che è estraneo. Ognuna ha un suo governo, una sua lingua, una religione, degli usi e costumi. Condividono solo il mero spazio fisico e la Violazione, quella forza che gli abitanti nemmeno capiscono e che, a ragione, temono più di ogni altra cosa al mondo. Quel potere così inarrestabile che rappresenta, di fatto, l’unica vera ragione tangibile per cui gli abitanti di una parte non possano interagire con ciò che c’è nell’altra. A conti fatti la separazione tra Besź e Ul Qoma si basa non su un muro o su un ostacolo reale ma sulla paura.

Non occorre soffermarcisi troppo per notare un affresco della nostra realtà, delle grandi metropoli così come delle realtà più piccole: differenze culturali, religiose e, soprattutto, sociali ed etniche ci portano sempre di più a vivere insieme ma profondamente separati gli uni dagli altri. Passeggiamo per la strada cercando di non vedere tutto quello che non è come noi: abbiamo fatto dell’indifferenza un valore da insegnare per sopravvivere. I muri più difficili da abbattere sono quelli invisibili.

Editore: Fanucci
Pagine: 366
ISBN: 9788834733462

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