Settembre 1972 – Imre Oravecz

Settembre 1972 - Imre OraveczSettembre 1972 è un romanzo dell’autore ungherese Imre Oravecz, considerato il più grande vivente della sua nazione, pubblicato da Edizioni Anfora , una piccola casa editrice indipendente dedita alla pubblicazione di autori dell’est europa.

Settembre 1972 ha una particolarità che ha attratto da subito la mia attenzione: è un romanzo in versi. La trama, una tormentata e ossessiva storia d’amore, si delinea infatti attraverso 99 componimenti poetici in prosa, veri e propri flussi di una pagina/una pagina e mezzo in cui l’autore, con una notevole prova di lirismo e sentimento, sviscera tutte le fasi di questo innamoramento: l’incontro, il primo bacio, il sesso, la gelosia, il distacco, ecc.

La cosa più sorprendente di Settembre 1972, e per me il suo merito più grande, è che distrugge un preconcetto ormai radicato in molti di noi per il quale non si può più parlar d’amore e fare arte allo stesso tempo. Abbiamo ormai, inconsciamente o no, relegato l’amore alla banalità e allo scontato. Le pene d’amore le avviciniamo all’arte solo pensando al passato. Imre Oravecz, invece, è riuscito a scrivere una storia d’amore sentita e dolorosa dandogli una forma assolutamente non canonica nella narrativa mondiale. Settembre 1972 è un romanzo come non se ne leggono molti, anzi, probabilmente come nessun altro.

Non credo rientri nelle corde di tutti, io stesso ammetto di aver faticato molto a entrarci in sintonia e di averlo dovuto centellinare, ma si tratta di un’opera che vale la pena leggere anche solo per aver ridato all’amore la sua dignità artistica.

In principio era

il tu, era il là, era l’allora, era il cielo azzurro, era il sole, era la primavera, era il caldo, era prato, era il fiore, era l’albero, era l’erba, era l’uccellino, era la forza, era il coraggio, era la risolutezza, era la legge­rezza, era la fiducia, era l’altruismo, era la ricchez­za, era la gioia, era la serenità, era il riso, era il can­to, era il parlare, era la preghiera, era la lode, era la stima, era l’affiatamento, era la dolcezza, era la lin­dura, era la bellezza, era l’affermazione, era la fede, era la speranza, era l’amore, era il futuro, poi il tu è divenuto lei, il là qua, l’allora l’adesso, il cielo az­zurro fumo nero, il sole pioggia, la primavera inver­no, il caldo freddo, il prato acquitrino, il fiore ster­po, l’albero cenere, l’erba fieno, l’uccellino preda, la forza fragilità, il coraggio codardia, la risolutezza in­decisione, la leggerezza pesantezza, la fiducia sospet­to, l’altruismo egoismo, la ricchezza povertà, la gioia dolore, la serenità inquietudine, il riso pianto, il can­to strepitio, il parlare balbettio, la preghiera bestem­mia, la lode maledizione, la stima disprezzo, l’affia­tamento discordia, la dolcezza amarezza, la lindura sporcizia, la bellezza bruttezza, l’affermazione nega­zione, la fede dubbio, la speranza disperazione, l’a­more odio, il futuro è divenuto passato e tutto rico­minciava da capo.

Editore: Edizioni Anfora
Pagine: 120
ISBN: 9788893253277

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