Persone normali – Sally Rooney

Persone Normali - Sally RooneyPersone normali è il secondo romanzo di Sally Rooney, giovane autrice irlandese classe ’91 accolta praticamente ovunque come prima grande voce della sua generazione, pubblicato in Italia da Einaudi nella traduzione di Maurizia Balmelli.

Come nel suo predecessore, Parlarne tra amici, anche in Persone normali la Rooney racconta una storia di giovani. Connell e Marianne, i due protagonisti, sono compagni di scuola di estrazione sociale e caratteri molto diversi: lei viene dalla classe agiata ma a scuola è quella stramba che tutti evitano; lui è figlio di una domestica ma è il centravanti della squadra di calcio della scuola ed è uno fico. La madre di Connel fa la domestica proprio a casa della madre di Marianne e i due si conoscono e diventano amici, anche se tra i corridoi di scuola devono fingere di non conoscersi per non rovinare la buona reputazione e la popolarità di cui gode lui. Da qui comincia un tira e molla che caratterizza tutta la loro vita giovanile, non solo la fase scolastica ma anche quando si ritrovano entrambi al college come studenti fuori sede.

Non ho ben capito cosa ci sia di così straordinario in questo romanzo, perché francamente io ci ho trovato proprio poco.

La prima cosa a convincermi poco è la trama: sono uno a cui piacciono molto i romanzi di formazione (o di non formazione) con protagonisti giovani, credo fortemente che la gioventù sia una fase della vita che merita molta attenzione in letteratura. Tuttavia, qui ho visto poco di più di, appunto, un semplice tira e molla tra due ragazzi. Poca introspezione, poco contesto.

Altra cosa di Persone normali che non mi ha convinto è la sua struttura narrativa. La Rooney ha scelto di raccontare la storia dei due ragazzi con dei salti temporali di mesi e mesi da un capitolo all’altro, scelta che ci sta. La cosa che invece non mi ha convinto è che puntualmente in ogni capitolo uno dei due ragazzi ripensa a qualcosa successo nel frattempo e, bum, via con un flashback e poi si riprende lo svolgimento del capitolo per concluderlo. E così in ogni capitolo si ripete più o meno sempre lo stesso schema: il capitolo comincia con uno dei due -> flashback di qualcosa successo nel mentre -> i due si incontrano -> (a volte un secondo flashback, probabilmente dell’altro) -> fine di capitolo.

Terza e ultima nota è che anche la scrittura della Rooney non mi ha entusiasmato: molto asciutta, assolutamente non un difetto visto che leggo e mi piacciono tantissimi autori molto essenziali, ma qui forse troppo. Personalmente ho notato che una scrittura asciutta diventa un malus se racconta un romanzo di cui temi e trama non mi prendono o fatico a trovarli proprio interessanti.
Ho letto grandi lodi ai suoi dialoghi e, sì, sono d’accordo, sicuramente sono la cosa riuscita meglio: molto veri e soprattutto naturali.

In futuro vorrei comunque leggere qualcos’altro di lei, vista la reputazione di cui gode le lascio più che volentieri il beneficio del dubbio. Persone normali, però, non mi è piaciuto su nessun piano: non l’ho trovato né interessante per la scrittura o per i temi, né ancora meno avvincente o di buon intrattenimento.

Editore: Einaudi
Pagine: 240
ISBN: 9788898038169

Link utili: La pagina dell’editore –  La wiki dell’autrice
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