Dave Eggers – Il Cerchio

Dave Eggers - Il CerchioIl Cerchio è un libro che parla, in maniera volutamente estremizzata e fantasiosa, di una gigantesca azienda-mostro informatica, il Cerchio, che col tempo ha sostituito ogni concorrente esistente, in ogni ambito della sfera digitale: hardware, motori di ricerca, impianti retinici, social network, customer care; il Cerchio è tutto questo, e anche di più.

L’estremizzazione del presente e i voli pindarici di pura fantasia sono un aspetto per me insostituibile in un certo tipo di romanzo, hanno a che fare con una branca della fantascienza chiamata distopia che è, da decenni, uno dei modi più efficaci per riflettere su ciò che sta succedendo. Ci sono ovviamente saggi che trattano le questioni socio-digitali in maniera più approfondita e accurata, ma non è questo l’intento del romanzo. Piuttosto credo che l’intento di Eggers fosse più che altro quello di fornire degli spunti di riflessione attraverso l’impersonale osservazione della vita di una dipendente di questa azienda, Mae, prima semplice ingranaggio nella grande macchina e poi uno dei suoi principali motori, attraverso un processo di crescente alienazione dal mondo fra un’invenzione e un’altra, uno smile e un frown, uno zing e un voto su demoxie.

Quello che mi è piaciuto del romanzo sono le scelte tecniche che accompagnano la narrazione, la perfetta coerenza tra stile e storia. Pur essendo l’intento del romanzo abbastanza chiaro, spaventare e far riflettere il lettore, Eggers nel corso della narrazione non si sbilancia mai in un giudizio che sia uno, rende il suo lettore un semplice osservatore degli eventi, proprio come se fosse l’utente di un social che sbircia nella vita degli altri. Non si concentra sulle possibili conseguenze catastrofiche che determinate invenzioni potrebbero avere sulla società, perché queste conseguenze non sembrano interessare nemmeno ai protagonisti del racconto, concentrati invece solo nel tirare fuori ogni giorno qualcosa di nuovo di cui vedono solo gli aspetti positivi, che non mancano di presentare a tutti con un linguaggio accostabile a quello della più subdola pubblicità. Ma d’altronde è proprio così che va il mondo: una continua invenzione, un continuo upgrade; chi rimane indietro è perso, i problemi sono solo una leggere nrezza che si infrange sulle mura della gigantesca torre del progresso tecnologico. Anche i sentimenti vengono, volutamente e giustamente, banalizzati, raccontati con la stessa superficialità che gli muove.
Sul finale devo ammettere che ho tremato, ho sperato fino in fondo che Eggers non rovinasse tutto con una scelta non in linea con i toni e gli intenti del romanzo, ma per fortuna non l’ha fatto. Ha concluso con quello che era forse l’unico modo credibile.

Non si tratta di un capolavoro né di una lettura imprescindibile, ma l’ho trovato un buon romanzo, che fornisce i giusti spunti di riflessione su tematiche che sempre più persone, purtroppo, sottovalutano e considerano marginali; e lo fa attraverso una storia che, senza essere di quelle imponenti da thriller che vi tengono attaccati alle pagine, mette comunque la giusta voglia di procedere nella lettura per vedere come prosegue perché, pur essendo estremizzato e fantasioso, avrete comunque, in qualche angolo remoto del vostro cervello, la paura di star leggendo come sarà il vostro futuro.

Editore: Mondadori
Pagine: 396
ISBN: 9788804679974

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