Fredrik Sjöberg – L’arte di collezionare mosche

L'arte di collezionare moscheLa stranezza e l’imperscrutabilità del mondo si manifestano sotto le forme più svariate: negli ultimi due anni una delle cose che meno mi sarei aspettato è il successo di L’arte di collezionare mosche, a cui mi sono avvicinato con molta curiosità a causa delle recensioni positive che si leggevano ovunque quando è uscito, ma anche con inevitabile titubanza visto l’argomento, mi perdonino gli entomologi, non proprio accattivante per l’ignorante della materia, cioè quasi chiunque. C’erano tutte le premesse per farlo rimanere il classico libro destinato a una piccola nicchia, e invece è diventato subito un piccolo caso letterario.

Credo che L’arte di collezionare mosche sia il perfetto esempio di come, con il giusto talento, perché il nostro Fredrik Sjöberg di talento ne ha tanto, sia possibile scrivere un romanzo su qualunque cosa, a patto di essere in grado di universalizzarla, far scattare le giuste leve nel lettore. A reggere il romanzo sono un’ottima costruzione narrativa, che vede alternarsi il presente vissuto dal protagonista della storia e il passato del primo importante entomologo svedese, che il protagonista cerca di ricostruire facendo ricerche sul suo conto; e una scrittura leggera ma per niente banale, anzi, capace di acute sferzate di ironia, ma anche di farsi più corposa nei momenti scientifici divulgativi e nelle dissertazioni più filosofiche.

E poi c’è la passione. Una cosa che manca a tanti, troppi romanzi: la passione, l’amore per ciò di cui si parla. Ed è questo che, secondo me, accende la scintilla nel lettore. Leggere di questo uomo innamorato e totalmente devoto alle mosche, ma poi nemmeno delle mosche tutte, di una particolare specie di mosche, innamorato di un amore che gli altri fanno fatica a riconoscere, che di conseguenza lo rende solo e incompreso e visto quasi con una vena di compatimento dai più. L’esigenza di uscire a cercarle, catalogarle, conoscerle; lo stupore di fronte alla scoperta di un nuovo esemplare, di uno fuori stagione, di come si possa vivere un’avventura nel minuscolo spazio di un prato. Non se sono riuscito a rendere l’idea, ma credo che chiunque nella vita abbia avuto una passione per qualcosa di poco mainstream, che non siano quindi il calcio, le auto o la moda, sappia di cosa si parla. Quello che però ci tengo a precisare di nuovo è che L’arte di collezionare mosche, al di là del fattore empatico che può accendersi in chi abbia avuto esperienze in qualche modo simili, è comunque un bellissimo romanzo di per sé, che brilla di una genuina e accecante luce propria.

Editore: Iperborea
Pagine: 224
ISBN: 9788870915426

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