LISTA: TOP 10 Libri 2018 – Il mio anno in 10 libri

Scrivere le liste di fine anno è una di quelle abitudini che mi porto dietro da più di dieci anni, quando sui forum in cui scrivevo cominciavamo tutti a stilare le classifiche dei videogiochi, dei dischi, dei film e dei libri più belli incontrati durante l’anno che stava volgendo al termine. Non potevo certo non continuare questa tradizione decennale, perciò ho scritto questa Top 10 Libri 2018 dei libri letti durante l’anno.
Quest’anno, rispetto allo scorso, ho tentato lo sforzo sovrumano di metterli in ordine di gradimento

#10 Exit West di Mohsin Hamid

Un illuminante romanzo breve sui rifugiati e sulle migrazioni.
La cosa eccezionale di questo romanzo è come non scenda mai nel tragico o nel patetico ma mantenga, con la complicità di un escamotage fantastico, ovvero la comparsa di porte che si aprono magicamente su altri luoghi, una narrazione leggera e quasi fiabesca su un tema così caldo e scomodo. Da leggere.

#9 Un pappagallo volò sull’IJssel di Kader Abdolah

Terzo romanzo che leggo dell’autore, questa volta la vicenda non si svolge nel suo paese natale ma in quello del suo rifugio: l’Olanda. Qui, un gruppo di rifugiati viene accolto dalle comunità protestanti di quattro paesini lungo il fiume IJssel. Se inizialmente tutto fila liscio in uno scambio culturale quasi idilliaco, piano piano le tensioni e i conflitti aumentano fino a culminare con l’ondata di populismo e razzismo seguita alle ondate sempre maggiori di profughi e agli eventi dell’11 settembre, che hanno intaccato anche la tolleranza olandese. Abdolah è ancora una volta strepitoso nel raccontare queste vicende storico-politiche con un tono sospeso da fiaba mediorientale, tenendole sullo sfondo di ciò che accade nel quotidiano dei suoi personaggi, sempre caratterizzati da dio e ricchi di un’umanità sconvolgente.

#8 Ready Player One di Ernest Cline

Un romanzo che volevo leggere da diversi anni e finalmente, complice l’uscita del film e il tam tam di amici e fidanzata, mi sono deciso a leggerlo. Nonostante le mie letture si siano da tempo spostate su altri lidi, sono stato veramente felice di divertirmi così tanto a leggere un romanzo. Ready Player One è un esplosivo miscuglio di cultura nerd e fantascienza realizzato con una genuinità e una passione per la materia trattata veramente rare. Dentro ci sono anni ’80, realtà virtuale, videogiochi vecchi e nuovi, fumetti, dinosauri, musica, film, tutto.  La trama ha i suoi colpi di scena inaspettati e dei gran bei personaggi.

#7 Canto di Salomone di Toni Morrison

Vincitrice del Premio Nobel per la letteratura, Toni Morrison è un’autrice americana molto attenta alla questione razziale in America. Canto di Salomone è un bellissimo romanzo di formazione e riscoperta delle proprie origini, sempre in bilico tra magia e realtà, sogni e quotidiano.

#6 Ragazze Elettriche di Naomi Alderman

Una premessa fantascientifica, le donne acquisiscono il potere di scagliare scariche elettriche dalle mani, lascia il posto a uno sviluppo lucido e verosimile, una accurata riflessione sul potete e chi lo detiene. Grazie al ribaltamento di prospettiva che capovolge la situazione sociale in cui viviamo, la Alderman mette ancora più in risalto la condizione della donna nella nostra società: quello che subiscono gli uomini del romanzo è quello che ancora troppe donne devono affrontare ogni giorno. Oltre a questo sottotesto importante, bella storia e bellissimi personaggi. Per me meraviglioso.

#5 Salvare le ossa di Jesmyn Ward

Diversamente da come siamo abituati dalla contemporanea americana, qui la vita di provincia è raccontata con l’epica della grande tragedia greca. Le roulotte, le capanne e i fossi diventano il teatro della fine del mondo, forse non del mondo tutto, ma almeno di quello in cui vivono i protagonisti sicuramente sì. L’uragano Katrina si sta avvicinando e, giorno dopo giorno, Esch e i suoi fratelli devono farci i conti mentre nel frattempo lottano anche con le difficoltà della vita: l’arrivo dell’età adulta, la morte della madre, l’odio razziale e la responsabilità verso chi dipende da loro, siano dei cuccioli di cane o un fratello piccolo.

#4 Gormenghast di Mervyn Peake

Confermo tutto quello che di buono ho già detto e ridetto del primo, Tito di Gormenghast, uno dei “fantasy” più belli e profondi che abbia mai letto. In Gormenghast c’è tutto: fantastico, gotico, grottesco, ironia, humor nero, critica sociale.

#3 La casa degli spiriti di Isabel Allende

Non credo ci sia bisogno di grandi presentazioni per questo romanzo di Isabel Allende, considerato da molti il caposaldo del realismo magico sudamericano insieme a Cent’anni di solitudine di Marquez. Che dire? Fama più che meritata, oltretutto mi ha ridato la voglia di leggere in un momento di fiacca.

#2 Terminus Radioso di Antoine Volodine

Non conoscevo Antoine Volodine e ho scoperto un autore eccezionale. Ogni pagina è intrisa di un’atmosfera che la maggior parte dei romanzi si può solo sognare di avere: raramente mi è capitato di percepire così bene l’idea di smarrimento e di vagabondaggio come in Terminus Radioso e una così perfetta sovrapposizione di onirico e reale. Tutto merito di un’attenzione certosina a ogni particolare nel tratteggiare sia i personaggi che l’ambientazione e di una capacità di scrittura fuori dal comune. Mi sono fermato a leggere e rileggere più volte varie pagine, ammaliato ora da un un campo invaso dalle piante, ora da un dialogo ermetico fra due personaggi memorabili, dalla vita fuori di testa del kolchoz o da una sequenza onirica.

#1 Fisica della Malinconia di Georgi Gospodinov

Il titolo di libro più bello dell’anno se lo prende questa perla di Georgi Gospodinov, un capolavoro di proporzioni spropositate. A metà fra un romanzo e uno zibaldone, Fisica della Malinconia è un labirinto di racconti, divagazioni, illustrazioni e pensieri difficilmente descrivibile o riassumibile in poche righe, il cui protagonista ha fin da bambino una capacità straordinaria: una forma patologica e avanzata di empatia, che gli permette di sentire e rivivere i pensieri e i ricordi di tutto ciò che lo circonda. È suo nonno quando viene abbandonato dalla madre nel mulino del paese, è la lumaca persa nell’esofago che viene mangiata come medicina, è una piccola nuvola di Giugno condannata a smaterializzarsi in un cielo terso.  Ma è anche se stesso, uomo ormai di mezza età, rinchiuso nello scantinato della casa della sua infanzia, intento ad aprire vecchie scatole di ricordi e scrivere, scrivere e scrivere per fuggire da un mondo incomprensibile e per dare un senso alla sua malinconia e alla sua solitudine.