Libri in uscita a Ottobre 2020

Se Settembre ha portato con sé tantissimi titoli dopo la pausa estiva, Ottobre sembra non voler essere da meno e continua questo trend di numerosissime uscite che, credo, ci accompagnerà fino a inizio Dicembre prima della pausa natalizia. Scopriamo quindi quali sono i libri in uscita a ottobre più interessanti (almeno secondo me).

Come una guerra – Nicolas Mathieu
1 Ottobre 2020

Di Nicolas Mathieu lo scorso anno ho letto e apprezzato molto E i figli dopo di loro, un bellissimo romanzo di formazione, ambientato anche quello nella provincia industriale francese, con cui l’autore si è aggiudicato il prestigioso Premio Goncourt. Questo è il suo esordio e sono molto curioso di leggerlo.

Martel è un sindacalista carismatico con un passato oscuro e una madre malata di Alzheimer da mantenere. Bruce è un ex body-builder che non ha mai abbandonato il vizio degli steroidi. Quando la fabbrica dove lavorano minaccia di chiudere i battenti, in una delle regioni più industrializzate ma anche più ignorate di Francia, non viene loro in mente nulla di meglio che rapire una giovane prostituta che batte sulla strada per Strasburgo, per rivenderla alla malavita. Del resto, in quel luogo che a chi ci abita sembra senza via d’uscita, la crisi giustifica qualunque gesto, e Martel e Bruce hanno tutto quello che serve: una Colt calibro .45, un rifugio sicuro in fondo alla campagna, e la disperazione degli ultimi. Ma non è così semplice svoltare grazie al crimine se il crimine non è il tuo mestiere: basta incontrare un’ispettrice del lavoro empatica e tutta d’un pezzo per far scricchiolare il piano della vita.

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Marsilio, 400 pagine, 18,50 euro

Gli ultimi della steppa – Maja Lunde
15 Ottobre 2020

Chi mi segue sa quanto mi sono piaciuti La storia delle api e La storia dell’acqua, chi invece non bazzica questo spazio può trovare la recensione del primo qui e quella del secondo qui. Grande grande curiosità e attesa quindi anche per questo. Tra i libri in uscita a ottobre che sono più impaziente di leggere.

Nel 1881, a San Pietroburgo, lo zoologo Mikhail riceve dalla Mongolia lo scheletro di un cavallo selvatico e ne rimane folgorato. Le ossa che ha tra le mani rispecchiano perfettamente la struttura di un esemplare preistorico, considerato estinto da lunghissimo tempo. Mikhail comincia allora a sognare una spedizione sugli altipiani a oriente, un’impresa apparentemente impossibile che l’incontro con un entusiasta esploratore rende d’un tratto concreta. Poco più di cento anni dopo, Karin lascia Berlino insieme al figlio e si avventura nella riserva naturale di Khustai. Ancora bambina, si è appassionata ai cavalli di Przewalski e ha poi dedicato gran parte del suo lavoro di veterinaria a riportarli dall’Europa in Mongolia con l’obiettivo di ripopolare le steppe dove erano nati e vissuti, prima di scomparire. Sono loro, i cavalli di Przewalski, il lungo filo narrativo che unisce le vicende di tre secoli, fino a un futuro non lontano dove, in un’Europa che si sta dissolvendo, Eva si rifiuta di abbandonare la sua fattoria e i due splendidi esemplari di Przewalski di cui si prende cura. Manca il cibo, il clima è sconvolto e solo l’estremo Nord offre ancora terre ospitali. Un giorno, una donna sconosciuta si presenta alla fattoria di Eva, e chiede di potersi fermare. Le tre vicende si intrecciano nell’affascinante trama di un romanzo che mostra come nella storia del mondo, così come in natura, tutto è connesso, e i grandi fenomeni, quelli che le generazioni ricordano, dipendono anche dalla nostra capacità di vedere oltre noi stessi, al di là della nostra singola vita, piccola, eppure decisiva per gli altri e per il futuro.

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Marsilio, 448 pagine, 19 euro

L’isola di altrove – Köhler Karen
15 Ottobre 2020

L'isola di altrove - KÖHLER KAREN copertina

Di questo romanzo non so niente, l’ho trovato per puro caso guardando le prossime uscite e la sua trama mi ha incuriosito molto. Nota a parte, quanto è bella la copertina acquerellata?

La ragazza non sa nulla di sé, non ha nemmeno un nome. Orfana dalla nascita, vive da reietta nel Bel Villaggio, unico centro abitato di un’isola bruciata dal sole. Una volta al mese sull’isola attracca una nave carica di merci che viene da lontano, da un Altrove che nessuno ha mai visto, dove è possibile forse condurre una vita diversa, più spregiudicata e libera. Perché il villaggio,nella sua abbacinante bellezza, è arcaico,spietato, dominato dagli uomini e dalle loro leggi, che impongono alle donne ignoranza,solitudine, sottomissione. Da sempre. Ma non per sempre, forse, non per tutte: perché il calore dell’amicizia, la sete di conoscenza,le ore passate in segreto a imparare a leggere e a nuotare, il dono inatteso dell’amore accendono nella ragazza sogni e speranze che non è più possibile reprimere, costi quello che costi. Alina – così l’ha chiamata il suo amato – si accinge allora alla fuga, intonando per sé e per la creatura che portai n grembo «un canto di vita meravigliosa»,la sua.Un romanzo d’esordio distopico ma anche terribilmente realistico, che lancia uno struggente grido di libertà; una fiaba senza tempo, cupa, crudele, eppure, a tratti,gioiosa e piena di speranza, sostenuta da una scrittura potente, evocativa, che del canto conserva il ritmo e la dolcezza.

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Guanda, 468 pagine, 20 euro

Disintegrazione – Vincent Raynaud
15 Ottobre 2020

La musica è da sempre una delle mie più grandi passioni insieme alla lettura, in particolare la musica metal e rock. Basta quindi l’argomento, unito alla garanzia di un editore attento come Il Saggiatore, a far finire questo Disintegrazione dritto tra i libri in uscita a ottobre che aspetto di più.

Parigi, metà anni settanta. Tristan ha tredici anni e un futuro già scritto: il conservatorio e una carriera come percussionista classico. Poi però arriva il rock, e gli spalanca le porte di un mondo nuovo. Dopo un solo concerto capisce che la musica che vuole è un’altra, più selvaggia, più diretta; più sincera. Le bacchette iniziano a picchiare sul rullante e il piede a pestare duro sulla cassa, e così Tristan si trasforma prima nel batterista di un gruppo punk e poi nel frontman di un’ambiziosa band new wave, sulla rampa di lancio verso il successo. Sullo sfondo, una Parigi sregolata e tossica, tra feste ad alto contenuto alcolico e scontri fra punk e metallari, suicidi, overdose e l’incubo strisciante dell’Aids. Disintegrazione scorre come una martellante traccia musicale lunga quarant’anni: il primo album, i primi successi e i primi dissidi; l’ambizione, lo scontro col mercato discograco, i soldi; le amicizie distrutte, le separazioni, la ricerca della felicità. Un romanzo di formazione punk. Incendiario come il grido di una chitarra elettrica.

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il Saggiatore, 376 pagine, 24 euro

Crepitio di stelle – Jon K. Stefansson
21 Ottobre 2020

Ah, Stefansson. Grazie a lui mi sono avvicinato alla letteratura nordeuropea e al meraviglioso catalogo di Iperborea. Per me è una delle penne più poetiche ed evocative al mondo. Questo è un romanzo precedente a tutti quelli usciti per ora in Italia.

Il protagonista ha soli sette anni quando la mamma muore di tisi. Sono gli anni Sessanta, la famiglia vive nella casa di Safamýri, a Reykjavík e il bambino passa le giornate tra la scuola, gli amici del quartiere e i suoi soldatini, che spesso gli parlano riempiendo i silenzi della sua esistenza. È la solitudine di quegli anni e l’urgente ricerca di se stesso a segnare la sua vita, così come quella di questa insolita storia famigliare, che procede a flashback nel tempo e attraverso tutta l’Islanda. Dal matrimonio burrascoso tra il bisnonno, un personaggio intraprendente ma sempre irrequieto, e la bisnonna, all’epoca una ragazza diciassettenne che va a vivere con lui in un sottotetto della capitale, alla nonna venuta dalla Norvegia che mastica un islandese tutto particolare, fino al papà, un apprendista muratore che riesce a incontrare la donna della sua vita, a cui il destino ha riservato una morte prematura. Crepitio di stelle è una storia familiare che abbraccia oltre quattro generazioni e che, con l’ironia, la poesia e la sensualità tipiche della prosa di Stefánsson, tocca i grandi temi esistenziali della vita come l’amore, il passare del tempo, le radici e i ricordi.

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Iperborea, 256 pagine, 17 euro

Il più grande spettacolo del mondo – Don Robertson
22 Ottobre 2020

Il più grande spettacolo del mondo - don robertson cover

Don Robertson è un autore americano finito nel dimenticatoio persino in patria, nonostante sia uno degli autori preferiti di gente come Stephen King. Nutrimenti, per nostra fortuna, si è imbarcata nella missione di ripubblicare tutta la sua opera e arriva adesso il primo volume di una trilogia considerata una delle sue produzioni più importanti. Io ho letto e amato Paradise Falla, per cui grande attesa per questo.

Finalmente in Italia, Morris Bird III, il personaggio più noto di Don Robertson, un odierno Huckleberry Finn. Cleveland è la sua Odissea. L’anno è il 1944, l’America è in guerra, le persone razionano il cibo, commentano le notizie alla radio, sognano coi film di Alan Ladd e Veronica Lake, si schierano pro o contro Roosevelt. Morris invece è un bambino che si interroga sull’amore, l’amicizia, l’onore, il coraggio e la morte. Che cosa sono queste strane parole? Cosa significano? È così che inizia un viaggio attraverso Cleveland, Ohio, per andare a trovare l’amico Stanley Chaloupka. Un viaggio pieno di avventure e incontri, un’epopea picaresca in cui la straordinaria lingua di Robertson si diverte a intrecciare storie su storie, aprendo la mente e il cuore del lettore con una naturalezza disarmante. Il più grande spettacolo del mondo è un ritratto nostalgico sull’infanzia e la sua magia, un romanzo di formazione come nella grande tradizione americana, con echi di Twain e Melville ma anche di Shakespeare, il tutto mescolato con leggerezza e profondità, cattiveria e dolcezza. È un’avventura spassosa, divertente, malinconica, come sempre, nei libri di Robertson, con il grande sfondo della Storia. Il più grande spettacolo del mondo apre la trilogia dedicata al personaggio di Morris Bird III, pronipote del Morris Bird conosciuto in Paradise Falls, fidanzato della Julie Sutton di Julie, insomma uno dei personaggi più straordinari che vi capiterà mai di incontrare.

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Nutrimenti, 288 pagine, 20 euro

Guerra e Guerra – László Krasznahorkai
28 Ottobre 2020

laszlo krasznahorkai guerra e guerra copertina

Altro recupero, questa volta dell’ungherese Laszlo Krasznahorkai, autore tra gli altri del bellissimo Satantango, un surreale racconto dalle tinte oscure che ho avuto il piacere di leggere qualche mese fa e che mi ha fatto decidere di voler leggere altro di suo.

Su un ponte ferroviario un uomo è circondato da sette derubarlo. L’uomo è György Korin, che inizia a parlare in tono disperato, quasi folle, nella speranza di distrarli e insieme di consolare sé stesso. Korin racconta di aver scoperto in un piccolo villaggio ungherese un antico manoscritto di incredibile bellezza: la storia epica di un gruppo di soldati che deve affrontare il ritorno a casa dopo una guerra disastrosa. Il valore del libro è tale che Korin decide di portarlo a New York e una volta lì riversarlo tutto in Rete per concedergli l’eternità. Guerra e guerra è la storia di questa missione, dei molti incontri del protagonista lungo il suo cammino, in un mondo diviso tra brutalità e bellezza. Un romanzo segnato da un realismo tale che la sua esistenza non si limita alle pagine, ma già durante la stesura ha vissuto altre vite – sotto forma di messaggi dell’autore ai suoi lettori e di un racconto – fino a invadere la realtà con una targa: nell’ultimo capitolo infatti il protagonista chiede che l’epilogo della sua vita venga fissato in un’unica frase su una targa commemorativa, e che questa targa venga collocata nei pressi di una scultura di Mario Merz, sul muro di un museo svizzero. E così è stato: la targa è stata a tutti gli effetti inaugurata il 27 giugno 1999, una domenica, alle ore 11 di mattina, alla presenza di tutte queste persone; per l’occasione sono stati invitati anche lo scrittore e Mario Merz. Per l’edizione italiana l’autore ha raccolto tutti questi elementi perché i lettori possano ripercorre l’intera esistenza di Guerra e guerra dalla prima all’ultima parola.

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Bompiani, 320 pagine, 19 euro

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